Assistenza sanitaria all’estero

Assistenza sanitaria all’estero

Assistenza sanitaria all’estero: gratuita o a pagamento?

Prima di partire per un viaggio all’estero è buona norma informarsi circa le condizioni dell’assistenza sanitaria nel Paese in cui ci si reca. Se hai un malore ed hai bisogno di cure, è tutto gratis o si paga qualcosa? Il nostro Sistema Sanitario Nazionale ti rimborserà dei costi sostenuti oppure no?

Per rispondere a queste ed altre domande, il Ministero della Salute (nell’ambito del Progetto EESSI-Electronic Exchange of social Security Information, finanziato dalla Commissione europea) ha predisposto due strumenti attraverso cui il viaggiatore può ottenere tutte le informazioni sul diritto alle cure all’estero, sapere cosa bisogna fare prima di partire e conoscere quali sono i documenti da portare con sé. Questi due strumenti sono: l’opuscolo “Mobilità Sanitaria Internazionale”, distribuito nelle Asl e la guida interattiva o l’apposita app di consultazione sull’assistenza sanitaria all’estero, denominata “Se parto per…”, che si può scaricare dal sito istituzionale.
Grazie a questa guida interattiva potrai avere informazioni sull’assistenza sanitaria durante il soggiorno o la residenza all’estero (come ottenere assistenza, a chi rivolgersi e come richiedere eventuali rimborsi). Inoltre, potrai consultare la Directory pubblica contenente tutte le istituzioni europee che erogano servizi di sicurezza sociale (non solo per l’assistenza sanitaria).

In ogni caso, se sei diretto in uno Stato dell’Unione europea o negli Stati che fanno parte della Associazione europea di libero scambio, EFTA (ovvero Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera), devi portare con te la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM), che è il retro della Tessera Sanitaria nazionale (TS) o della Carta Regionale dei Servizi, avente una validità di sei anni. Basta presentarla al dottore o in ospedale per accedere alle prestazioni mediche necessarie, non solo urgenti, alle stesse condizioni dei cittadini del Paese visitato. Occorre sapere che in questi Paesi le prestazioni sono per lo più gratuite, fatto salvo il pagamento dei ticket (che in alcuni Stati potrebbe essere previsto anche per l’ambulanza). Tuttavia, alcune prestazioni che in Italia sono erogate in modo gratuito, potrebbero essere a pagamento nello Stato in cui vi trovate. In tali casi, però, le Asl in Italia possono comunque procedere successivamente al rimborso delle spese sostenute, tranne quelle relative a ticket, che non viene mai rimborsato.

Qualora la tua meta si trovi in uno dei Paesi che non fanno parte dell’Unione europea, ma con cui l’Italia ha stipulato Convenzioni bilaterali ( ovvero Argentina, Australia, Brasile, Capo Verde, Città del Vaticano e Santa Sede, Macedonia, Serbia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Principato di Monaco, San Marino, Tunisia), occorre far capo allo specifico accordo bilaterale poiché le regole variano da un Paese all’altro.

Se, invece, sei diretto in Paesi al di fuori dell’U.E. e in cui non vigono accordi bilaterali in materia di assistenza sanitaria, e sei un lavoratore iscritto al Servizio sanitario nazionale o uno studente o uno stagista vincitore di borsa di studio universitaria, potrai usufruire della garanzia dell’assistenza sanitaria in forma indiretta. In pratica tu dovrai anticipare le spese e poi chiedere il rimborso alla Rappresentanza diplomatica italiana all’estero. Diversamente, le spese saranno tutte a tuo carico.

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