All’aeroporto di Milano Malpensa non è atterrato solo un volo da Abu Dhabi, ma il ritorno a casa di circa 200 studenti italiani rimasti bloccati a Dubai durante la crisi legata alla guerra in Iran.

I ragazzi partecipavano al progetto “Ambasciatori del Futuro” organizzato da WSC Italia. Dopo giorni di forte tensione, tra allarmi e rifugi nei bunker, il gruppo è finalmente riuscito a rientrare in Italia.
All’arrivo, ad attenderli c’erano genitori arrivati da tutta Italia, tra abbracci, lacrime e grande sollievo. Durante il volo di ritorno molti studenti hanno cantato l’inno di Mameli, celebrando la fine di un’esperienza che difficilmente dimenticheranno.
Studenti nei bunker durante gli allarmi
Nei giorni più difficili della crisi, alcuni studenti hanno raccontato di aver sentito esplosioni e sirene di allarme.
“Un conto è vederlo in televisione, un altro è viverlo”, ha raccontato Marco Valerio Chiono, studente di Pavia. “Abbiamo sentito gli allarmi e la contraerea. Ora siamo finalmente al sicuro”.
Molti genitori hanno spiegato di essere rimasti costantemente in contatto con i figli durante l’emergenza.
“Sono stati giorni difficili, ma siamo sempre rimasti in collegamento”, ha raccontato Mauro Celeghin, padre di uno degli studenti. “Ci rassicuravano che i ragazzi stavano bene e che erano al sicuro”.
Migliaia di italiani ancora bloccati nel mondo
Non tutti però sono riusciti a rientrare. Secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani, sono circa 60.000 gli italiani ancora bloccati in diverse parti del mondo a causa della crisi internazionale e delle difficoltà nei collegamenti aerei.
Tra le aree più coinvolte ci sono:
Hong Kong
Sri Lanka
India
Thailandia
Filippine
Seychelles
Il ministero degli Esteri ha mobilitato ambasciate e consolati per assistere i cittadini italiani e organizzare nuovi rientri.
Piano di evacuazione e voli speciali
Secondo quanto dichiarato dal ministro Tajani, entro breve dal Golfo Persico partiranno circa 2.500 persone dirette verso l’Italia o verso hub di transito sicuri.
Sono inoltre previsti nuovi spostamenti:
dal Bahrein e dal Qatar verso Riad
da Dubai verso l’Oman
Un piano logistico è in corso anche per circa 3.000 italiani presenti alle Maldive, per i quali si sta valutando l’organizzazione di voli charter dedicati.
Allarme truffe sui biglietti aerei
Parallelamente alla crisi, il governo ha lanciato un avvertimento importante: stanno aumentando le truffe sui biglietti aerei e le false vendite online.
Il ministro Tajani ha invitato i cittadini a prestare attenzione a:
bagarini che vendono falsi biglietti
annunci online non verificati
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informazioni non ufficiali sui voli di evacuazione
Il consiglio della Farnesina è di fare riferimento esclusivamente alle comunicazioni ufficiali delle ambasciate e del Ministero degli Esteri.
Famiglie in attesa del rientro
Per molte famiglie italiane l’incubo non è ancora finito. Migliaia di cittadini restano in attesa di un volo che permetta loro di rientrare in sicurezza.
Le famiglie degli studenti rientrati a Malpensa hanno voluto ringraziare le istituzioni per il supporto ricevuto durante l’emergenza.
“Non siamo mai stati soli”, hanno dichiarato alcuni genitori. “Vogliamo ringraziare il ministro Tajani, il governo e tutte le persone che ci sono state vicine”.
FAQ – Italiani bloccati all’estero per la crisi in Medio Oriente
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Quanti italiani sono bloccati all’estero?
Secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani, circa 60.000 italiani si trovano ancora all’estero con difficoltà di rientro. -
Da dove sono rientrati gli studenti italiani?
Circa 200 studenti sono rientrati a Milano Malpensa da Dubai con un volo proveniente da Abu Dhabi. -
Perché molti italiani non riescono a tornare in Italia?
La crisi in Medio Oriente e le limitazioni nei voli internazionali stanno causando cancellazioni e difficoltà nei collegamenti aerei. -
C’è rischio di truffe sui voli di rientro?
Sì. Il Ministero degli Esteri ha segnalato la presenza di truffe online e bagarini che vendono falsi biglietti aerei.
Il rientro dei 200 studenti a Malpensa rappresenta una delle prime storie a lieto fine della crisi. Tuttavia migliaia di italiani restano ancora in attesa di rientrare.
Le autorità italiane continuano a lavorare con ambasciate e consolati per garantire assistenza e organizzare nuovi voli di evacuazione.