Perdita del bagaglio in aeroporto

Perdita del bagaglio: danno emergente e danno esistenziale

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Il viaggiatore acquistava un viaggio tutto compreso con destinazione Palma di Majorca e partenza prevista dall’aeroporto di Orio al Serio.

Il bagaglio del consumatore veniva consegnato regolarmente al momento dell’imbarco presso il check-in dell’aeroporto, ma mai più riconsegnato dal vettore aereo.

Il consumatore decideva di convenire in giudizio il tour operator, responsabile, a suo dire, della perdita del suo bagaglio e, conseguentemente, dei danni sia patrimoniali che non patrimoniali derivati in conseguenza di quanto occorso.

Il Giudice di Pace condanna l’organizzatore del viaggio, convenuto nella vertenza sottoposta al suo esame, al risarcimento in favore dell’attore tanto dei danni patrimoniali quanto di quelli non patrimoniali, che qualifica come esistenziali, oltre che del 50% delle spese legali di procedimento.

perdita del bagaglio
perdita del bagaglio

Va preliminarmente ricordato come nel caso di acquisto di pacchetti turistici tutto compreso, ove si verifichi la perdita del bagaglio consegnato, l’organizzatore di viaggio risponde nei confronti del viaggiatore dell’operato di terzi fornitori di servizi di cui si sia avvalso, salvo il diritto di rivalersi nei confronti di questi ultimi.

L’organizzatore di viaggi può essere chiamato a rispondere dell’inadempimento di soggetti (imprese di trasporto, imprese alberghiere, latri prestatori di servizi) di cui si sia avvalso per la fornitura di determinati servizi oggetto del pacchetto turistico negoziato.

Infatti a carico dello stesso è prevista una responsabilità oggettiva, che trova giustificazione nell’assunzione del rischio di impresa, sul quale si fonda la disciplina della responsabilità degli operatori turistici 

Il viaggiatore al momento della verificazione dell’inconveniente, anche al fine di cercare il bagaglio smarrito prima di confermarne la perdita, ha l’obbligo di indicare il modello e tipo della valigia consegnata.

Non è ragionevole pretendere che il viaggiatore sia obbligato a conservare gli scontrini di acquisto delle valigie, è però verosimile consentire che è obbligato a fornire indicazioni in ordine alla tipologia del bagaglio anche attraverso altro genere di prova, come eventuali. Ciò per consentire di giungere ad una valutazione quantomeno equitativa della perdita subita in conseguenza dello smarrimento della valigia.

Rimborso delle spese sostenute e spese di trasporto

A prescindere dall’evidente spirito di adattamento del consumatore che ha perso il bagaglio per causa imputabile alla compagnia aerea o al tour Operator il danno emergente deve essere provato da parte di chi ne invochi il risarcimento.

La mancanza di prova in ordine ad un diritto che si vanta non potrà certo dare luogo al risarcimento del danno. L’organizzatore del viaggio è tenuto ad adempiere all’obbligo stabilito a suo carico previsto dal codice del consumo: “l’organizzatore e il venditore apprestano con sollecitudine ogni rimedio utile al soccorso del consumatore al fine di consentirgli la prosecuzione del viaggio, salvo in ogni caso il diritto al risarcimento del danno nel caso in cui l’esatto adempimento del contratto sia a questo ultimo imputabile”.

Se comunque la compagnia aerea che ha perso il bagaglio o il tour operator riescono a provare il loro corretto operato, gli stessi risultano comunque responsabili.

La previsione normativa, salvo il risarcimento del danno, deve essere letta a favore del viaggiatore.

Danno esistenziale perdita del bagaglio

Il risarcimento a titolo di danno esistenziale, viene di solito quantificato simbolicamente secondo criterio di equità». Tale risarcimento, viene riconosciuto a favore del consumatore solo se viene provato da un testimone a prescindere dalla sussistenza o meno in capo al viaggiatore di una patologia ansio-agitativa.

È noto che il danno esistenziale, conseguente alla lesione di valori fondamentali dell’individuo, può essere risarcito qualora il danneggiato assolva all’onere di fornire la prova della sua sussistenza, costituendo la lesione di valori costituzionali un semplice indizio, sia pure di valenza pregnante, dell’esistenza di un danno che dovrà essere comunque dimostrato facendo ricorso ai principi generali in tema di prova.

Il danno esistenziale va, oltre che dedotto, anche provato. È verosimile, infatti, che gli inconvenienti sofferti, se in alcuni casi, possono dirsi, più o meno gli stessi che chiunque accuserebbe, in altri casi, viceversa, potrebbero risultare differenti in base alle caratteristiche del singolo individuo. Risulta del tutto ragionevole che chi invochi o chi riconosca un danno inerente la quotidianità del soggetto presuntivamente leso, ne debba necessariamente provare la sussistenza e, conseguentemente, l’entità.

Il danno esistenziale è indissolubilmente legato alla persona e sfugge, di conseguenza, ad ogni sua possibile determinazione tabellare. Per la stessa ragione è altrettanto evidente come soltanto il soggetto direttamente interessato da tale tipologia di danno, deve imprescindibilmente fornire specifiche indicazioni e/o allegazioni comprovanti le particolari alterazioni delle sue abitudini di vita.

Ai fini della dimostrazione della sussistenza del danno esistenziale non potrà ritenersi sufficiente la prova del preteso inadempimento dovendosi dimostrare, anche, questo stesso evento ha determinato effetti negativi nella vita del soggetto richiedente il risarcimento alternandone l’equilibrio e le abitudini di vita.

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