vacanza rovinata cosa fare

Vacanza Rovinata, cosa fare

Sei pronto a partire per una vacanza da sogno ma poi il sogno si trasforma in un incubo: volo cancellato, albergo vecchio e senza i principali comfort, villaggio mal tenuto e molto altro. insomma, cosa fare in caso di vacanza rovinata?

Quando si parte per una vacanza si spera sempre di potersi rilassare e divertire senza imprevisti. Tuttavia, può accadere di essersi rivolto all’agenzia viaggi sbagliata o di avere acquistato un pacchetto vacanze che poi, si dimostra ben differente da come appariva su foto e presentazioni video. A una vacanza rovinata non si può rimediare sul momento, ma è possibile richiedere un risarcimento per il danno subito.

Le possibilità di richiedere un rimborso per la vacanza rovinata sono relative a ritardi o cancellazioni del volo, a problematiche sulla location e sui servizi non corrispondenti a quelli previsti. Vediamo insieme quali possono essere le casistiche più frequenti.

Infatti, l’art. 47 del Codice del Turismo (d.lgs. 79/2011) definisce il “danno da vacanza rovinata” come “un risarcimento del danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso ed all’irripetibilità dell’occasione perduta”, a patto che l’inadempimento sia “di non scarsa importanza” (art. 47).

Si tratta, quindi, di una voce di danno non patrimoniale, ovvero nella perdita di un’occasione di relax e va liquidato dal giudice in via equitativa: «La liquidazione equitativa dei danni, ai sensi dell’art. 1226 c.c., è rimessa al prudente apprezzamento del giudice di merito, non soltanto quando la determinazione del relativo ammontare sia impossibile, ma anche qualora la stessa si presenti particolarmente difficoltosa in relazione alla peculiarità del caso concreto. (Nella specie, il Tribunale ha accolto la domanda risarcitoria nei confronti del tour operator, in quanto l’Hotel, presentato in catalogo come 5 stelle, non presentava le caratteristiche pubblicizzate e le scarse condizioni igieniche dello stesso avevano causato una patologia all’attore, con conseguenti danni da c.d. “vacanza rovinata”)».

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Rimborso in caso di volo in ritardo o di volo cancellato

Quando si parte in aereo e si deve prendere una coincidenza, il ritardo o la cancellazione del volo apportano non solo disagio, ma un vero e proprio danno. Prima di procedere esponendo le modalità di richiesta per i rimborsi, è bene sottolineare che per richiedere un rimborso, il volo deve avere almeno due ore di ritardo rispetto all’orario previsto. A seconda della durata del ritardo in relazione alla distanza da coprire, varia l’ammontare del rimborso.

Pertanto, se il tuo volo presenta due ore di ritardo su una tratta inferiore ai 1500 chilometri, si ha diritto a un rimborso pari a 250 euro. In caso di ritardo di tre ore o di tratta superiore ai 1500 metri, invece, il rimborso previsto è pari a 400 euro. Questa somma è quella che spetta anche in caso di tratta da o verso un paese non europeo, con distanza compresa tra i 1500 e i 3000 chilometri. Infine, hai diritto a un rimborso pari a 600 euro se il tuo volo viene cancellato, oppure se il ritardo è superiore alle quattro ore su tratte oltre i 3000 chilometri con arrivo o partenza in paese extra-europeo.

Quando il volo in ritardo o cancellato obbliga a un’attesa in orario notturno, hai diritto a una sistemazione in hotel. Rimborsi e sistemazione in hotel, con accompagnamento andata e ritorno da aeroporto ad albergo e nuovamente in aeroporto, sono a carico della compagnia aerea. Inoltre, a seconda dell’orario di attesa e della durata, hai diritto a ricevere cibo e bevande, ancora una volta a carico della compagnia aerea.

Come effettuare richiesta di rimborso volo

Anche se hai prenotato la tua vacanza tramite agenzia di viaggio, in caso di problemi con il volo l’unica responsabile per i ritardi o la cancellazione di voli è la compagnia aerea. Pertanto, le domande di rimborso vanno inoltrate esclusivamente all’azienda che gestisce la linea aerea.

Ogni società di volo riporta per legge, sul proprio sito internet, una pagina specifica per scaricare i moduli di reclamo e/o rimborso. Qui sono riportati tutti gli indirizzi e i numeri per l’inoltro della domanda stessa. Questa, infatti, può essere inviata via fax, mail, PEC o tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Alla domanda vanno necessariamente allegati il biglietto e la carta d’imbarco a dimostrazione dell’avvenuto viaggio.

Il rimborso non è immediato. Dopo che avrai inviato la richiesta dovrai attendere sei settimane: nel caso in cui non otterrai risposta potrai allora inoltrare un ulteriore reclamo, stavolta all’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile). Anche in questo caso si può scegliere di inviare il reclamo via mail, via fax o PEC o di compilare il modulo direttamente online, sul sito internet dell’ENAC.

In alcuni specifici casi, quando il ritardo o la cancellazione del volo hanno portato a un danno molto superiore, per il quale l’indennizzo previsto dalla normativa vigente non risulta soddisfacente, si può procedere con una causa. Si tratta, naturalmente, di una strada molto più complessa che va intrapresa esclusivamente in situazioni specifiche.

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Il caso dell’overbooking aereo

Una particolare situazione è quella in cui il volo si trova in overbooking. L’overbooking si verifica quando le compagnie aeree vendono un numero superiore di posti rispetto a quelli disponibili, sapendo che spesso molti passeggeri prenotano un volo ma poi per motivi vari non si presentano all’imbarco. Se tutti i passeggeri si presentano, alcuni non potranno imbarcarsi.

La selezione tra chi si imbarca o meno può essere volontaria o imposta. Nel primo caso la compagnia chiede ai passeggeri chi è disponibile a prendere un volo successivo, in cambio di una serie di vantaggi tra cui anche il rimborso del biglietto se si sceglie di non partire. Se nessun passeggero è disposto volontariamente a rinunciare al viaggio sarà la compagnia stessa a scegliere: a tali passeggeri dovrà essere immediatamente versato il rimborso.

Vacanza rovinata per location non corrispondente a quanto prenotato

Spesso a rovinare la vacanza non è il viaggio, ma la permanenza nel luogo prenotato, sia esso un albergo, un villaggio o una casa vacanza. Ci si può infatti ritrovare, dopo aver visto foto di alberghi di lusso perfettamente tenuti, a scoprire che in realtà la location è tenuta male ed è alquanto fatiscente. Ancora, pubblicità ingannevoli con fotomontaggi possono parlare di strutture a due passi dal mare quando, invece, la distanza dal mare è tutt’altro che comoda.

Per evitare che i turisti vengano a trovarsi in situazioni simili, truffati da agenzie e da un mercato sempre più competitivo, sono state regolamentate una serie di normative, definite dal Codice del Turismo, che permettono di tutelare quanti si ritrovano a dover vivere una vacanza diversa da quella prenotata. Il Codice del Turismo, infatti, prevede una serie di risarcimenti proprio per il danno da vacanza rovinata.

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Il danno da vacanza rovinata non prevede solo il rimborso spese per i costi di prenotazione, ma anche un risarcimento per la componente psicologica, per il tempo perso nell’organizzazione della vacanza, per l’impossibilità di poter ripetere una vacanza in quello stesso periodo e, sopratutto, per lo stress e per la delusione derivanti dalla vacanza stessa.

Come chiedere il risarcimento da vacanza rovinata

Per prima cosa è necessario specificare che il rimborso per danno da vacanza rovinata non va chiesto all’albergo o al villaggio in cui hai prenotato, ma esclusivamente all’agenzia di viaggio o al tour operator presso il quale hai acquistato la vacanza. Il reclamo va inviato immediatamente e non al ritorno.

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Nel momento in cui, quindi, si verifica un disservizio, dovrai fare comunicazione all’agenzia di viaggio, via fax o via mail. L’agenzia di viaggio è tenuta a rispondere entro il rientro dalla vacanza stessa: viceversa potrai procedere con un reclamo ufficiale, tramite raccomandata o PEC. Ricorda di rispettare i tempi: il reclamo formale va inviato entro 10 giorni dal rientro. In caso di danni alle persone, invece, si ha tempo fino a tre anni.

Quando si fa domanda di rimborso all’agenzia di viaggio non è richiesta la documentazione fotografica a sostegno dei disservizi cui si è stati soggetti. Tuttavia, per avere la massima garanzia e tutela, si consiglia sempre di documentare quanto vissuto in albergo o in altra struttura ricettiva prenotata dall’agenzia di viaggio. Tutto il materiale fotografico ed eventuali filmati, insieme al contratto di vendita della vacanza e alle illustrazioni e foto presentate dall’agenzia di viaggio su depliant o siti internet va conservato con cura in modo da avere tutta la documentazione necessaria in caso di contestazione.

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