Vacanze: ti sei ammalato e non puoi partire?

Vacanze: ti sei ammalato e non puoi partire?

Il tour operator ti deve rimborsare!

Se ci si ammala e non si può più partire, la compagnia che ha organizzato il viaggio deve rimborsare il cliente, restituendogli i soldi spesi ed anche gli interessi, considerato che a causa della malattia non può più usufruire della prestazione pattuita.
È quanto ha stabilito il Giudice di Pace di Verona con la sentenza n. 957 del 5 aprile 2016, accogliendo il ricorso avverso un tour operator, specializzato nell’organizzare soggiorni-studio, da parte di un consumatore a cui i sanitari avevano diagnosticato una “grave malattia” (in questo caso si trattava di una polmonite) per cui non era possibile mettersi in viaggio.

Nella sentenza in parola, il Giudice veronese ha chiarito che se la malattia è diagnosticata dall’ospedale, nonché medicalmente documentata, il cliente è di per sé impossibilitato a fruire della vacanza. Alla luce di ciò, ha pertanto condannato la compagnia che ha organizzato il viaggio a restituire i soldi incassati, includendovi anche gli interessi, motivando tale recesso a causa della impossibilità di avvalersi della prestazione.

Non può negarsi che una malattia improvvisa e grave costituisca sicuramente una causa che ostacola l’esecuzione del contratto, che consente ad entrambe le parti di sciogliersi dai rispettivi impegni contrattuali.
Si tratta, infatti, di una ragione sufficiente per l’esercizio del recesso unilaterale anche in assenza di un’assicurazione specifica per l’annullamento, venendo in rilievo quanto stabilito dalla legge con l’art. 1256 del codice civile, a mente del quale “L’obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore, la prestazione diventa impossibile”. Viene, quindi, smentita quella regola – tipica nei casi di pacchetti viaggi – secondo cui sarebbe impossibile annullare il viaggio senza penali in assenza di una polizza specifica.

Considerato che in Italia non c’è una regolamentazione che disciplini il contratto di viaggio in caso di malattia sopravvenuta, la sentenza de qua, nel solco di precedenti pronunce, ribadisce che l’impossibilità definitiva di eseguire la prestazione di una delle parti, costituisce una causa di estinzione autonoma del contratto.
Pertanto, il cliente potrà, in tal caso, recedere unilateralmente dal contratto liberandosi dai relativi obblighi, a differenza di quanto avviene nel caso di impossibilità temporanea che ha come conseguenza, invece, soltanto la sospensione dell’obbligo all’adempimento.

Si tratta, dunque, di un importante precedente giurisprudenziale che d’ora in poi i viaggiatori avranno la possibilità di invocare in giudizio laddove si trovino nell’analoga situazione di non poter usufruire del viaggio a causa di una malattia grave, imprevedibile ed improvvisa.

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